Storia

FAMIGLIA

La famiglia Isolani arriva a Bologna in età delle prime Crociate, a fine del XII secolo. E’ l’epoca in cui Bologna si afferma come incrocio commerciale sulle vie della seta e delle spezie fra l’Oriente Bizantino e Arabo e più oltre Persiano e l’Occidente nordico. Proprio per porvi una base commerciale, oltre che per studiare diritto all’Alma Mater Studiorum,vi giunge dall’isola di Cipro Wauthier o Gauthier, il primo degli Isolani, colui di cui l’attuale capo della famiglia riprende il nome; Gualtiero. Dal venir dall’Oltremare crociato e dall’isola di Cipro si suole derivare l’appellativo familiare: Isolani, ma studi d’archivio ed usi storici indicano che possa essere più che leggenda il derivare dalla famiglia dei sovrani di Cipro, i Lusingano, di cui quel Gauthier sarebbe stato un cadetto. Inseritisi ben presto nel patriziato cittadino, gli Isolani furono tuttavia fra le rare famiglie (accanto ai Pepoli e ai Malvezzi ad esempio) a fondare potere e ricchezza non solo sulla mercatura della sete ma pure sui beni feudali. La signoria di Minerbio, di cui bonificarono le campagna, fu infatti confermata in contea fin dal 1401 al celebre Jacopo e successivamente ai primi del 1500 dai papi Leone X e Clemente VII. Jacopo Isolani, giureconsulto e poi cardinale, fu figura di spicco dell’agitato clima storico fra fine Trecento e prima metà del Quattrocento, artefice della riconquista di Bologna dai Visconti e fra gli attori della chiusura del Grande Scisma d’Occidente. Da lui la prosperità familiare continua e, dopo Alamanno e Giovan Francesco, patroni nel XVI secolodi Amico e Aspertini e del Vignola, vede l’unione a fine Seicento con i Lupàri, altra illustre famiglia bolognese. Sulla loro unione si costruirà nel Settecento l’attuale Palazzo Isolani, tutt’oggi, come altri edifici storici in città e nella provincia, di continua proprietà degli Isolani e da essi recentemente restaurato.

CORTE ISOLANI

Accanto a Palazzo Isolani, nel 1455 circa, nel clima culturale toscaneggiante che caratterizzava la città, i Bolognini affidarono all’architetto fiorentino Pagno di Lapo Portigiani, il rinnovo della facciata del loro palazzo, risalente a metà Duecento .

Nel 1842 Lodovico Isolani acquista il palazzo, adiacente a quello degli Isolani, e nel 1844 inizia la ristrutturazione conclusa nel 1854: a questo decennio va attribuita la collocazione dei 6 busti sopra le bifore delle finestre del piano nobile. Nel 1995 un complesso lavoro di risanamento e recupero del complesso quattrocentesco ha portato all’unione e alla apertura di un collegamento con la celebre Casa Isolani di Strada Maggiore, risalente questa al secolo XII. È nata così la «Corte Isolani», che ha riaperto e restaurato gli spazi interni ai due palazzi, nel Novecento sviliti a laboratori, trasformandoli un collegamento fra la Piazza detta delle “Sette Chiese” (dal complesso delle Chiese di Santo Stefano) a Strada Maggiore e creando un qualificato percorso commerciale e sociale fra due aree monumentali della città che abbina in modo innovativo e rispettoso della storia le istanze di tutela del patrimonio architettonico e quelle della sua valorizzazione di utilizzo.